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Studi biblici nelle case PDF Print E-mail
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Lo sapevi che i primi cristiani si incontravano anche nelle case ?
Infatti, stavano spesso insieme.
Si incontravano nelle case per leggere e comprendere la Parola di Dio, per pregare e per il piacere di stare insieme, avendo in comune il fatto di appartenere a Gesù.
Questo è anche scritto nel libro degli Atti:
“Tutti quelli che credevano stavano insieme ... rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio” (atti 4-47)
Così, anche oggi, piccoli gruppi si stanno incontrando in alcune case, di Verona e provincia (Villafranca mercoledì, Verona città e Pescantina al giovedì), con lo stesso desiderio, quello di comprendere meglio la Bibbia, di conoscere quindi meglio Gesù, e stare insieme a chi condivide questo intento.
 
I dettagli degli incontri sono pubblicati nella sezione EVENTI
 
Giovedì scorso, quindi, sono stato a casa di Salvatore e Maria, a Pescantina.
Eravamo una decina, e l'accoglienza è stata decisamente .... dolce: due torte ancora calde, infatti, ci attendevano.
Perciò, se vorrai, sarai certamente il benvenuto. Dipende dal tuo “terreno”

Il tema comune agli incontri nelle case è :
Le parabole di Gesù

Abbiamo letto quanto scritto nel vangelo di Matteo, capitolo 13, versetti da 1 a 23 (vedi allegato),ovvero la parabola del seminatore.
Vorrei dirti quello che è emerso.

Il seminatore uscì per seminare, è scritto, e il seme cadde in 4 terreni diversi.
I diversi terreni rappresentano il cuore dell'uomo, ovvero la sua disposizione, di fronte alla parola di Dio.

“ALT!”, potresti pensare “Ma.....vuoi dirmi che davvero tu, e altri come te, passi le serate a leggere e cercare di comprendere la Bibbia ? Mi stai dicendo che, nel terzo millennio, credi ancora che sia la Parola di Dio ? Non capisci da solo che prima di tutto è scritta da uomini, e che nel corso dei secoli ha inevitabilmente subìto delle modifiche o cambiamenti da parte di chi l'ha trascritta ?”

Bene, ti dico. Devo sinceramente congratularmi con te, se hai pensato questo, perché hai correttamente esposto il significato del primo terreno, descritto nella parabola: la strada.
Difatti è scritto:
“una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono”
Lo stesso Gesù, spiega così:
“Tutte le volte che uno ode la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e porta via quello che è stato seminato nel cuore di lui”
Ora vorrei dirti come agisce da sempre, il maligno (ossia il diavolo, satana), leggendo insieme a te uno dei primi versetti della Bibbia:
“Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?»
La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete"».
Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto». (Genesi 3:1-4)
Vedi, da sempre Satana mette in discussione la Parola di Dio, insinua il dubbio nella nostra mente, perché vuole che ne stiamo lontani.
Così è di colui che, avendo occasione di ascoltare la Parola di Dio, volta le spalle, mettendola in discussione, non interessandosene, non volendo comprenderla.
Questo è il seme che cade nella strada. 
E' il caso forse più triste, agli occhi di Dio, perché Dio ci dice che anche un seme caduto nella strada (ovvero la sua Parola annunciata al cuore più duro) potrebbe portare frutto, se non dubitassimo della Sua parola, permettendo quindi al diavolo di portare via il seme, che da Dio era stato seminato nel nostro cuore.

“No, io non sono come quello descritto sopra” forse pensi. “Io ritengo che il vangelo vada ascoltato con attenzione, e anche messo in pratica. Non leggo mai la Bibbia per conto mio, in quanto credo di condurre la mia vita in modo giusto; e poi Dio mi riconosce che faccio tante opere buone, anche di volontariato.”
Il secondo terreno sono i luoghi rocciosi; luoghi dove c'è un po' di terra, che permette quindi al seme di spuntare subito, proprio perché il terreno non è profondo.
Questi luoghi ben rappresentano quelle persone che, di fronte al messaggio del vangelo, sono trasportati dai propri sentimenti, dalle proprie emozioni. Ricevono la parola di Dio con gioia, ne condividono gli insegnamenti, ma il loro è solamente un protendersi verso l'alto, mostrando solo la propria esteriorità, la propria religiosità; Gesù ne dice così:
“Quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia, però non ha radice in sé ed è di corta durata; e quando giunge la tribolazione o persecuzione a motivo della parola, è subito sviato.”
Sono queste le persone che, in realtà, non hanno accolto la parola di Dio nel proprio cuore, ma solo nella mente, e ne fanno un uso sbagliato, impiegando i propri sforzi solo in ciò che si vede perché siano ben visibili agli altri.

“Concordo sui primi due terreni. Io, diversamente, non dubito del fatto che la Bibbia è vera, né mi sento così migliore di altri, né mi faccio trasportare dai sentimenti. Semplicemente, non ho tempo. La mia vita è quotidianamente intensa di impegni; il lavoro, la famiglia, gli hobby, lo sport, gli amici, etc. Mi ritrovo a non avere mai tempo libero. Anche se, ad essere sincero, quando ho un po' di tempo, sono talmente stanco, che mi piazzo davanti alla tv, e guai a chi mi muove.” - dici.
Il terzo terreno, è là dove parte del seme cadde tra le spine.
Qui, “gli impegni mondani e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa” .
La parola di Dio è chiara, e alla portata di tutti. Dice che questo mondo passerà, ma non la Sua parola. Difatti Gesù dice “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (vangelo di Marco 13:31).  L'intera Bibbia ci invita a vivere la nostra vita, guardando alle cose di lassù, e in vista delle cose di lassù: “Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (vangelo di Matteo 6:19-21).
Queste sono le persone che conducono la propria vita pensando a questa vita soltanto, impegnati nelle e dalle cose che questo mondo offre.
Il seme dunque muore senza portare frutto, come nei precedenti due terreni.

Il quarto terreno è un buon terreno.
Qui la parola di Dio viene compresa, ovvero ritenuta, accettata, desiderata.
Ascolta quello che Gesù dice a coloro che dispongono il proprio cuore ad un sincero apprendimento, in contrasto con gli altri di cui sopra:
“a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato.” (vangelo di Matteo 13:11)
Non ti colpisce che Gesù dica “a voi è dato....a loro non è dato” ?
Comprendere la parola di Dio non è quindi una questione di intelletto, ma di cuore, di come cioè disponiamo il nostro cuore. 

Nel primo terreno rappresentato dalla strada, quel seme che poteva portare frutto è stato rifiutato da un cuore che non l'ha preso sul serio, ne ha dubitato, per non comprendere. E quindi non gli è dato di comprendere.
Nel secondo terreno, ad un primo e superficiale ascolto è seguito un atteggiamento esteriore, fatto di opere, vanti, comportamenti che nulla hanno a che fare con il messaggio del vangelo.
Difatti, di fronte alla prima vera prova causata dalla Parola stessa, che può essere affrontata solo traendo forza e cibo dalla linfa “nascosta” nelle radici, ciò che era spuntato fu arso.
La disposizione del cuore, anche in questo caso, non ha dato di conoscere i misteri del regno dei cieli. E il seme, quindi, non ha portato alcun frutto.
Al terzo terreno non è dato di comprendere, perché alla verità di Dio si preferisce la menzogna di questo mondo, con l'inganno che ne consegue.

Nel quarto terreno, l'unico dove il seme porta frutto, si ha un cuore ben disposto che ascolta la Parola di Dio, la accoglie come vera, la accetta come autorità, e ci riflette; si presenta quindi davanti a Gesù , in preghiera, da solo, desideroso di comprendere, abbassandosi di fronte alla persona del Creatore, che promette questo:
“Come i cieli sono alti al di sopra della terra,
così sono le mie vie più alte delle vostre vie,
e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.
Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano
senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare,
affinché dia seme al seminatore
e pane da mangiare,
così è della mia parola, uscita dalla mia bocca:
essa non torna a me a vuoto,
senza aver compiuto ciò che io voglio
e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata” (Isaia 55:9-11)








 
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